È arrivato l’autunno, con i suoi colori e i suoi sapori: i boschi si tingono di arancione, giallo e rosso, i funghi crescono all’ombra delle radure, e il freddo pungente mattutino e serale ricopre il paesaggio di montagna con la sua nebbiolina densa e frizzante.
Abbiamo pensato a un nuovo menù che possa raccontarvi le sensazioni che l’autunno provoca ogni volta che questa stagione torna e riempie le nostre giornate, con accoppiamenti decisi e delicati allo stesso tempo.
Come sempre, siamo attenti a scegliere ingredienti stagionali e locali, perché solo così riusciamo ad esprimere quello che per noi è davvero l’autunno in bocca.

La cucina di Sapì ha pensato a diverse proposte che ti portano nel bel mezzo del silenzioso sentiero di bosco.
Il mese di ottobre significa che la zucca è matura e pronta per essere servita in tavola. L’orto e la sua terra fredda la ospitano da ormai 7 mesi ed è ora di portarla in cucina, per essere accompagnata da sapori più leggeri, quello della mandorla ad esempio, scelta anche dallo chef per accompagnare la zucca nel piatto.
Accanto al bosco, scorre il ruscello di acqua da fonte, dove sguazza il salmerino. Al Sapì abbiamo deciso di servirlo solo con un olio di erbe fresco e delicato, per non sporcare troppo il sapore del pesce.
Le rape rosse a km 0, dulcis in fundo, sono come quelle raccolte dalla nonna nell’orto; la loro dolcezza mitiga la sapidità delle sarde montisolane, un connubio immaginato dallo Chef che è sì, inconsueto, ma che sa unire perfettamente terra e acqua.

Carne e verdure: per le famiglie di una volta, significava avere nello stesso piatto sia ricchezza che povertà. La carneera un alimento che raramente veniva servito nelle tavole più povere, al contrario le verdure erano protagoniste di numerose ricette, se non le uniche possibilità di mettere qualcosa sotto i denti.
Per questo, la caccia della selvaggina era, per coloro che ne erano capaci, una grande opportunità. La marinatura con il vino rosso e le erbe è essenziale: solo così si può ingentilire questa carne così selvatica e pungente. La carne accompagnata dalle verdure dell’orto significava poter finalmente gustare un pasto completo, uno dei pochi che ci si poteva permettere.
Lo chef ha unito i due protagonisti di questa storia, oggi, nello stesso piatto, celebrando così appieno la tradizione.

La dolcissima torta di rose arriva sulla nostra tavola e si sposa perfettamente con la stagione autunnale: averla in casa, significa avere un risveglio che profuma di burro, vaniglia e scorza di arancia. Tutti sapori morbidi e caldi. Tipicamente si tratta di un dolce da colazione o merenda e spesso viene farcito con confetture fatte con gli ultimi frutti del sottobosco, come lamponi, more e ribes,
Al Ristorante da Sapì, abbiamo voluto mantenere la ricetta classica, che prevede le rose farcite con burro e zucchero, ma di accompagnarla con un cremoso gelato allo zabaione.
La dolcezza della mela incontra il finish del timo.
La crema al mascarpone con una punta di grappa accompagna le mele adagiate su un letto fatto di biscotto al timo. Il tutto è guarnito da bacon croccante e foglioline di timo fresco.
Caldo e freddo: assaggiando i nostri dolci, ti senti proprio come quando dall’esterno entri in casa, e passi dall’aria gelida al caldo tepore della stufa a legna.

Sembra che l’autunno sia proprio arrivato, almeno da noi.
Leggi il nostro menù completo, e vieni a trovarci:
sarà una serata ricca di racconti, ricordi e sensazioni.